Intestino, metabolismo e comportamento alimentare sono profondamente connessi. A questa relazione è dedicato gran parte del mio lavoro.
Mangiare non significa soltanto introdurre nutrienti.
Il nostro modo di alimentarci nasce dall’incontro tra fisiologia, metabolismo, microbiota intestinale, storia personale, abitudini ed emozioni. Per questo una difficoltà con il cibo, con il peso o con il proprio corpo, quasi mai può essere compresa guardando soltanto a ciò che si mangia.
Nel mio lavoro mi occupo in particolare della relazione tra microbiota, asse intestino-cervello, metabolismo e comportamento alimentare, perché questo consente di comprendere non soltanto cosa una persona mangia, ma perché mangia in quel modo e quali meccanismi biologici e comportamentali contribuiscono a mantenerlo nel tempo.
Seguo adolescenti, giovani e adulti nelle diverse fasi della vita, con particolare attenzione alle difficoltà del rapporto con il cibo, ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione nell’ambito di percorsi multidisciplinari, alle problematiche metaboliche e intestinali e ai cambiamenti che accompagnano la menopausa e il post-menopausa.
Non esistono schemi alimentari validi per tutti.
Esiste la persona, con la sua biologia, la sua storia e il suo modo di vivere il cibo.
Ed è da lì che, per me, deve iniziare un percorso nutrizionale.